Corsi prematrimoniali

Alcune informazioni in merito al matrimonio

Norme diocesane per la celebrazione del matrimonio (in vigore dal 1° gennaio 2005)

  1. il matrimonio dev’essere celebrato nella Parrocchia di provenienza dello sposo o della sposa, in quella dove i due hanno fatto un serio cammino di fede o in quella dove gli sposi andranno ad abitare
  2. la celebrazione è proibita in oratori, cappelle di istituti, santuari, ville o luoghi all’aperto, salvo il permesso scritto dell’Ordinario
  3. l’itinerario di preparazione deve essere necessariamente fatto almeno un anno e mezzo prima delle nozzeù
  4. la data delle nozze non può essere fissata al parroco se non dopo la certificazione dell’avvenuto corso di preparazione
  5. per le spese sia privilegiata l’offerta libera da fare alla chiesa, salvo i diritti di terzi (organisti, fioristi, fotografi)

LA PRATICA MATRIMONIALE

Ecco spiegati i passi da fare per celebrare un matrimonio in Chiesa

Premessa: la celebrazione del matrimonio da parte di una coppia di cattolici è celebrazione sacramentale ed è soprattutto questo aspetto che va tenuto presente  dai fidanzati.

Cosa si deve fare

Quando due fidanzati cominciano a pensare al matrimonio, possibilmente un anno prima, prima di stabilire date o altro, è bene si rivolgano al loro parroco (del fidanzato o della fidanzata) per dire del loro progetto e per iniziare un percorso formativo e catechistico di preparazione alla celebrazione sacramentale. Il parroco saprà dare indicazioni sui tempi e modi con cui questo si può svolgere. Terminata la preparazione e quando i fidanzati potranno avere un attestato di partecipazione, il parroco (del fidanzato o della fidanzata) comincerà a raccogliere la documentazione necessaria

Diamo un elenco dei passi necessari per la pratica matrimoniale:

Atto di Battesimo e Cresima (con data di emissione entro i 6 mesi) e da richiedere nella Parrocchia nella quale è stato celebrato il battesimo. Nell’atto di Battesimo dev’essere annotato anche l’eventuale matrimonio precedente. In tal caso lo stato libero sarà confermato dal certificato di vedovanza o dalla sentenza di nullità del Tribunale Ecclesiastico. Qualora ci fossero diversità tra i documenti civile e quelli ecclesiastici, è bene rivolgersi per tempo alla Cancelleria della Curia Arcivescovile per le opportune indagini ed eventuali correzioni. Certificati contestuali dai quali desumere oltre alla residenza dei fidanzati il loro stato civile: in questo deve apparire la dicitura “celibe” o “nubile”. Si richiede all’ufficio anagrafico di residenza. Pubblicazioni: il parroco farà le pubblicazioni canoniche in parrocchia e nella parrocchia dell’altro fidanzato/a e le richiederà all’Ufficiale dello Stato Civile. E’ necessario che almeno uno dei fidanzati abbia la residenza nel Comune dove c’è la parrocchia dove i fidanzati vivono. Altrimenti sarà il parroco a rivolgersi al parroco dove i fidanzati hanno la residenza anagrafica affinché sia lui a chiedere le pubblicazioni civili al comune. Se i fidanzati o uno di essi ha abitato per oltre un anno in una Diocesi diversa da quella in cui attualmente ha il domicilio, il parroco provvederà ad una Prova testimoniale di Stato libero, mediante l’esame di due test idonei. Quando vi fossero situazioni o casi particolari i parroci sapranno dare le informazioni necessarie ed eventualmente si rivolgeranno all’Ufficio della Diocesi. Solitamente, perché la pratica possa avere inizio, occorre che i fidanzati siano muniti di atto di Battesimo e di Cresima, certificato contestuale di residenza, cittadinanza e stato libero, e attestato di partecipazione ad un corso di preparazione al matrimonio. Con questi documenti, i fidanzati potranno prendere contatto con il loro parroco che possa istruire la pratica, cui seguiranno i passi successivi (pubblicazioni e altro).

Casi particolari: questi possono essere i casi particolari più frequenti ed è opportuno rivolgersi all’Ordinario o all’ufficio prima di iniziare le pratiche e prima di fissare date per il matrimonio.

  • matrimonio di un cattolico battezzato con uno non battezzato. In questo caso esiste un impedimento al matrimonio e solo l’Ordinario Diocesano può concedere la dispensa, dopo aver valutato le condizioni richieste
  • matrimonio di un battezzato nella chiesa cattolica e un battezzato non cattolico
  • matrimonio di persone già sposate civilmente tra loro.
  • matriomonio di persone già sposate solo civilmente e divorziate
  • matrimonio non trascrivibile agli uffici dello Stato civile
  • o per tutti gli altri casi in cui il Decreto generale della C.E.I. sul matrimonio richiede di ascoltare o di avere il consenso dell’Ordinario Diocesano prima di procedere al matrimonio